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"Capuozzo, accontenta questo ragazzo" PDF Stampa E-mail

"Capuozzo, accontenta questo ragazzo". Il volume di Angelo Picariello, edito dalla Edizioni S. Paolo, sulla vita di Giovanni Palatucci sarà presentato domani venerdì 26 settembre 2008, alle ore 18,30, nella suggestiva cornice della Villa comunale di Vietri sul Mare.

 

Introduzione:
Lucia Criscuolo, Associazione Verso Cava.

Saluti:
Alfonso Giannella, sindaco di Vietri sul Mare;
Monsignor Orazio Soricelli, Arcivescovo Amalfi-Cava de'Tirreni;

Interventi:
S.E. Claudio Meoli, Prefetto di Salerno;
dott. Vincenzo Roca, Questore di Salerno.
Testimonianze: Miriana Tramontina, Mino Remolino.

Moderatore: Gianni Colucci de "Il Mattino", segretario Associazione Napoletana della Stampa.

 

L'appuntamento è organizzato in collaborazione con l'Associazione Nazionale Polizia di Stato di Salerno e il Comitato "Giovani Palatucci di Campagna".

"Capuozzo, accontenta questo ragazzo" è la storia del commissario di Polizia Giovanni Palatucci inviato a Fiume per punizione dopo un'intervista nella sede di Genova in cui criticava il burocratismo della Polizia e distintosi nell'opera segreta di salvataggio degli ebrei.

A Fiume divenne responsabile dell'Ufficio stranieri in una città che contava una comunità ebraica di 1.500 persone. Man mano che aumentava il pericolo Palatucci consiglio l'internamento in strutture sparse in tutta Italia dove gli ebrei avrebbero corso meno  rischi. Molti fiumani furono inviati al campo di internamento di Campagna, nel salernitano, dove era vescovo suo zio Giuseppe Maria e dove furono accuditi e tratti in salvo.

Nella fase finale, prima e dopo l'armistizio, i tedeschi occuparono progressivamente l'Istria e la Provincia di Fiume, esautorando la questura cui furono sottratti anche gli armamenti. In questo clima Palatucci, mentre i suoi capi abbandonavano il pericoloso territorio fiumano, rimase in questura e più alto in grado ne assunse la reggenza. Si avvalse sempre più numerosamente della produzione di documenti falsi che permisero a migliaia di ebrei jugoslavi in fuga di varcare il confine e salvarsi.

Nell'ultima fase Palatucci presta aiuto alla causa dell'indipendenza fiumana e fa arrivare agli Alleati un progetto per fare di Fiume una città autonoma. Per questo, oltre che per l'opera di salvataggio degli ebrei, i tedeschi lo arrestano e lo rinchiudono a Trieste. Quando nell'ottobre 1944 è già in un vagone piombato a Trieste in partenza per Dachau lo raggiunge alla pensilina il brigadiere Pietro Capuozzo e anche in quel momento pensa ad un ragazzo e scrive su un bigliettino l'indirizzo dove poter andare ad avvertire la madre.

Di qui il titolo del libro con la prefazione dell'inviato del Tg 5 Toni Capuozzo, figlio del brigadiere amico e collaboratore di Palatucci.

Palatucci morirà a Dachau il 10 febbraio 1945 pochi giorni prima della liberazione del campo.

 
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