| I Ceramisti |
Le ceramiche e gli studi d'arte vietresi
Scambi commerciali di oggetti vietresi sono documentati già nell'899, quando si esportavano vasi e stoviglie alla volta di Taranto. Nei primi anni dell'XI secolo sono sicuramente presenti nel territorio vietrese personaggi riconducibili all'attività ceramica: per tutti basti ricordare Sergio Caccabellu, che porta nel cognome una diretta allusione ai "caccabos", i vasi in creta. Nel corso del tempo c'è stato un arricchimento dei repertori (ad esempio, i personaggi tipicamente nordici della Kowaliska) ed alcune procedure tecniche sono state necessariamente abbandonate a favore di un miglioramento produttivo (la fornace a legna è stata sostituita dal forno elettrico e la forza motrice dell'acqua dall'elettricità), ma il movimento sapiente del tornio ed il tratto sicuro del pennello continuano a dare un prodotto che rappresenta un unicum e il cui segreto rimane lo smalto "Vietri", una miscela a base di stagno che assicura agli oggetti straordinarie brillantezza e durata. Della ceramica parlano le stesse viuzze del centro storico di Vietri, dove nei muri delle case sono incastonate mattonelle che vengono a costituire un vero e proprio museo en plein air. Il tutto viene scandito dalla presenza delle botteghe che proseguono la produzione artigianale. |
I Ceramisti
La notorietà di Vietri sul Mare è indissolubilmente legata all'artigianato ceramico, attività antichissima che oggi rappresenta uno dei cardini dell'economia locale.



